Storia dell'immobile

La prima pietra posata dal santo patrono d'Italia

Il Convitto, come appare oggi, è il risultato di demolizioni e ricostruzioni eseguite in archi temporali differenti, anche a distanza di secoli, come accadeva di frequente per l’edilizia religiosa e conventuale, le cui realizzazioni erano sempre legate alle elargizioni dei fedeli, alle donazioni o ad altre forme di sostegno.
Il complesso architettonico rappresenta una struttura articolata ma unitaria, concepita e realizzata nel corso dei secoli, e in particolare nel corso del XIX secolo, attraverso molteplici interventi e ripensamenti, e con utilizzazioni differenti, che culminarono, nell’800, con la collocazione dell’istituzione scolastica di più alto livello presente nella città di Lecce.

Pianta interventi storici

La chiesa di San Francesco della Scarpa, costituisce il sito originario attorno al quale furono edificati e sviluppati i corpi di fabbrica dell’antico convento che oggi costituiscono il complesso del Convitto Palmieri.
San Francesco d’Assisi, reduce dall’Oriente, fondò la prima Chiesa Minoritica leccese in una piccola cappella intitolata a San Giuliano, insistente sull’area attualmente occupata dalla chiesa di San Francesco della Scarpa, ed adiacente ad una casa donata dalla famiglia Guarini, in cui viveva la piccola comunità francescana.

Il luogo in cui il santo dimorò corrisponderebbe con lo spazio attualmente occupato dalla cappella gentilizia ad esso intitolata, che si affaccia su un attiguo orticello in cui, secondo un’antica leggenda, San Francesco piantò un arancio miracoloso, al cui interno è conservata un’iscrizione che ricorda l'arrivo del santo e la fondazione del convento.

Nasce il primo complesso conventuale

Nel 1273 la città di Lecce realizzò per i frati un nuovo complesso conventuale, costituito dal convento, corrispondente alla sola ala destra dell’attuale Convitto Palmieri, e da una chiesa intitolata a San Francesco, che insisteva sull’area oggi occupata dall’attuale edificio religioso e dai vani del Convitto che si affacciano sulla piazzetta degli Studi.
In tale epoca, infatti, la chiesa, la cui costruzione ebbe inizio nel 1275 e terminò con la consacrazione nel 1330, aveva pianta longitudinale a croce latina, con la facciata rivolta verso la piazzetta. Dai resti rinvenuti in occasione delle trasformazioni intervenute nella II metà del 1800, si può desumere che vi era un unico portale di ingresso con arco a sesto acuto, decorato negli stipiti da rilievi a foglie di acanto e scanalature, preceduto da un protiro con due leoni stilofori. Al di sopra di esso si apriva un rosone con analoghi motivi decorativi.

Le varie trasformazioni subite nel corso del tempo

Nel corso del XVI secolo il complesso conventuale subì parziali rifacimenti, consistenti in un ampliamento e nella realizzazione di scale marmoree e di porte con stipiti in marmo. Agli inizi del secolo fu edificata la torre campanaria, di sobria e robusta architettura, divisa in due ordini oltre al basamento.

Tra il 1699 e il 1711 la chiesa di San Francesco della Scarpa fu fortemente rimaneggiata: la nuova struttura edilizia presentava una crociera di m 46,38 x 22,50, con otto cappelle lungo la navata principale e due agli sfondi del transetto. Da questo momento il complesso costituito dalla chiesa, dal Convento e dai giardini annessi fu denominato “isola di San Francesco”.

Nel 1816 il convento dei francescani cambiò nuovamente utilizzazione, divenendo la sede del Collegio educativo di San Giuseppe, istituito nel 1807 e collocato dapprima presso il Convento degli Olivetani e poi presso i Bobbò, la cui direzione fu affidata inizialmente a laici e, a partire dal 1832, ai Gesuiti.

A partire dal 1833 e fino alla fine del XIX secolo, i Gesuiti realizzarono importanti trasformazioni al complesso edilizio allo scopo di adeguarlo alle esigenze funzionali imposte dalla sua nuova destinazione, consegnandolo di fatto a noi nella sua attuale configurazione.

Sino a questo momento il Convento era composto dai vani disposti intorno al chiostro, da quelli che si affacciano sul piccolo giardino interno e dalle aule poste lungo il corridoio centrale. Sul lato destro della piazzetta degli studi, dove è attualmente un porticato, si poteva ammirare la facciata principale della chiesa di San Francesco della Scarpa; frontalmente, dove è posto il propileo, vi erano piccole abitazioni alle spalle delle quali sorgeva l’antico Convento.

I primi massicci interventi di trasformazione del complesso furono avviati dai Gesuiti su progetto e sotto la direzione del loro confratello Jazzeolla. In primo luogo, si provvide all’abbattimento delle piccole case che si affacciavano sulla piazzetta dinanzi all’originaria struttura conventuale, ed alla costruzione, al loro posto, di una grande sala “per palestra alli saggi pubblici della loro scolaresca” (attuale teatrino), alla quale si accedeva direttamente dalla piazzetta degli studi, attraverso un maestoso propileo, disegnato da Jazzeolla sul modello del tempio di Atena. Quest’ultimo era sormontato da un timpano, in cui gli stessi Gesuiti collocarono, nel 1845 circa, la statua dell’Immacolata, precedentemente, posta su una colonna ubicata al centro della piazzetta e demolita dai frati.
All’interno, i lavori consisterono nella fortificazione delle murature e nella trasformazione di alcuni vani, allo scopo di adeguarli ad aule scolastiche, a camerate e a servizi. Durante i lavori, inoltre, si verificarono numerosi crolli e cedimenti delle volte, a seguito dei quali, alcuni vani furono costruiti ex novo.


Gli interventi della seconda metà del 1800

Con Decreto del 22 marzo 1852 il Collegio di San Giuseppe fu elevato a Liceo, sotto la direzione dei Gesuiti, ed ottenne l’aggregazione di alcune cattedre universitarie. Si rese, pertanto, necessario reperire nuovi locali per lo svolgimento dei corsi e si diede l’avvio ad un nuovo ciclo di massicci interventi di trasformazione, che terminarono con l’edificazione dell’intero complesso edilizio a sinistra della piazzetta degli Studi.

Un primo progetto di massima per l’ampliamento del Liceo fu redatto dall'Ufficio per le Opere Pubbliche Provinciali. Il progetto, che subì varie modifiche e revisioni, venne approvato nel 1858. Le opere per la realizzazione dell’intero blocco edilizio a sinistra della piazzetta (scuole tecniche e biblioteca) furono eseguite tra il 1858 e il 1871.

Negli stessi anni, e precisamente nel 1860, il Liceo fu intitolato a Giuseppe Palmieri.

Nel 1868 fu redatto un progetto di ampliamento del Convitto, che prevedeva la realizzazione di un ambiente alle spalle del Liceo, che doveva insistere nel giardino e che non fu mai realizzato.

Negli anni ’70 dell’800 furono avviati nuovi lavori per l’ampliamento dei locali del Liceo, ritenuti insufficienti per le esigenze didattiche. In questo caso, la porzione di edificio interessata, fu la chiesa di San Francesco della Scarpa, che subì una radicale trasformazione con l’abbattimento della facciata e di una cospicua parte della navata centrale, come era già stato previsto nel progetto del 1857. Il progetto fu redatto tra il 1871 e il 1872.

Nel febbraio del 1874 furono demolite le sei cappelle del lato destro della Chiesa di San Francesco. In quell’occasione furono rinvenuti resti della costruzione risalente al XIII secolo. I frammenti sono stati conservati inizialmente nell’atrio del Liceo e successivamente collocati nel Museo Provinciale.

Si ringrazia la dott.ssa Valeria Dell'Anna, responsabile della Biblioteca Bernardini, per aver curato la ricognizione delle fonti storico-bibliografiche inerenti la costruzione del complesso architettonico del Convitto Palmieri.

Ulteriori informazioni e curiosità sulla storia dell'immobile, possono rintracciarsi attraverso le seguenti fonti storiografiche:

Infantino, Lecce Sacra, Bologna, 1973
L.G. De Simone, Lecce e i suoi monumenti, Lecce, 1964
P. Palumbo, Storia di Lecce, Congedo ed., 1991
P.G. Barrella, S. Francesco della Scarpa in Lecce, Lecce, 1921
G. Papuli, Cenni storici sul Liceo-Ginnasio G. Palmieri, in: Annuario 1958-1959 del Liceo Ginnasio G. Palmieri, Lecce, 1959
G. Papuli, Altri cenni storici sul Liceo-Ginnasio G. Palmieri. Le sedi dell’istituto, in: Annuario 1959-1960 del Liceo Ginnasio G. Palmieri, Lecce, 1960
M. Fagiolo, V. Cazzato, Le città nella storia d’Italia. Lecce, Editori Laterza, Bari, 1988